Pubblicizzare GDI all’estero e in altre lingue
Per tutti quelli che come noi lavorano come noi in GDI sapranno bene quanto sia importante espandere i propri orizzonti in campo pubblicitario, è infatti importantissimo cercare il numero maggior possibile di affiliati!
Appunto per questo chi si iscrive con NOI ottiene già per se un sito con più lingue (oppure se non siete con noi pagando 10 euro ve ne posso fare uno io e di grafica bellissima, realizzato con apple). Inoltre ottiene guide con più lingue (perchi non sta con noi la guida con i vostri link di iscrizione vi costa 3 euro per lingua).
E’ ovvio che la pubblicizzazione all’estero riesce sempre più difficile poichè spesso non si ha la giusta padronanza della lingua straniera :)
Contattatemi se volete pubblicizzare il vostro business con GDI anche all’estero per mezzo di siti accattivanti o guide in altre lingue oltre all’italiano. Se non siete capaci, dopo averlo creato io stesso vi pubblicizzerò il vostro sito!
Ripeto, i costi sono:
- 10 euro per il sito (con molte lingue), sito accattivante made in apple (non i soliti orribili fatti con GDI)
- 3 euro per la guida (una guida = una lingua a vostra scelta)
Potete scrivermi da qua o su redditoonline@gmail.com :
Creare un’azienda a gestione famigliare
“In un’impresa familiare bisogna considerare un membro della famiglia come un impiegato qualunque“, indica André Von Moos. Imprenditore ed economista, Von Moos ha appena pubblicato un libro intitolato “Diriger une entreprise familiale avec succès” nel quale tratta in dettaglio questa particolare forma d’organizzazione del lavoro.
Secondo Andé Von Moos le imprese familiari presentano molteplici vantaggi. Sono generalmente più vicine al mercato ed ai clienti, caratteristica che conferisce loro una maggiore legittimità. Inoltre il titolare vi supervisiona tutte le tappe del processo di decisione, dalla strategia generale alle questioni operative, cosa che gli permette di beneficiare di una grande rapidità di reazione.
Le società familiari incarnano per eccellenza la convergenza tra famiglia, capitale, imprenditore e impresa. Ma questi elementi, strettamente legati fra loro, possono essere in conflitto e, se non sono gestiti in maniera adeguata, possono portare a tensioni. Secondo André Von Moos la chiave del successo risiede nella netta distinzione tra il tempo dedicato agli affari ed il tempo consacrato alla famiglia.
Il passaggio da una generazione all’altra si rivela, ad esempio, una tappa particolarmente critica. “A partire dalla seconda generazione si nota una tendenza ad adagiarsi sul lavoro svolto dai pionieri”, osserva l’economista. “Dunque, affinché un’azienda perduri nel tempo, le nuove generazioni devono innovare costantemente, in particolare reclutando persone esterne al cerchio familiare”.
Le aziende familiari (nel commercio, la ristorazione, ma anche nell’artigianato e l’industria) rappresentano una maggioranza schiacciante delle società in Svizzera: se ne ritrovano all’incirca 180′000, ovvero il 60% del numero totale delle imprese.
Sciopero Cgil: «Siamo 700mila»
Metalmeccanici e pubblico impiego in piazza. Il leader: più tasse su redditi alti per alzare quelli bassi
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| Guglielmo Epifani (Inside) |
ROMA - Lo sciopero della Cgil contro la politica economica del governo è l’occasione per un nuovo scontro tra Epifani e Bonanni. Secondo il leader della Cisl, che critica la mobilitazione di metalmeccanici e statali definendola «antagonista», la Cgil ha subito un ribaltone interno «che mira più a una ristrutturazione della sinistra che a una ristrutturazione del sindacato». Secca la risposta di Epifani: «Ogni giorno dice cose non vere invece di riconoscere la nostra iniziativa per quella che è, cioè una spinta al governo per affrontare la crisi. Gli chiedo di misurarsi su questo invece di buttarla ogni giorno in politica. Lo sciopero è un sacrificio, una perdita di salario, ci vuole un po’ di rispetto per le scelte altrui». Secondo Bonanni è invece la Cgil che «sta costruendo di volta in volta una frattura rispetto agli altri. Ha abbandonato il convoglio unitario per ragioni politiche cinque mesi fa dopo che avevamo firmato, tutti insieme, un accordo storico».
«ANDIAMO AVANTI» - Il segretario generale della Cgil esprime comunque soddisfazione dal palco di piazza San Giovanni a Roma. «Continueremo la mobilitazione, lo sciopero è la prova della dignità e del valore e della forza morale del mondo del lavoro italiano». Parlando della vicenda di Alitalia ha giudicato una «vergogna» che i lavoratori in cassa integrazione non ricevano l’indennità perché non sono stati comunicati i relativi elenchi all’Inps. Epifani ha infine ricordato i prossimi appuntamenti: il 5 marzo con i pensionati, poi lo sciopero nazionale della scuola e il 4 aprile la manifestazione nazionale al Circo Massimo per chiedere al governo «diritti, lavoro, giustizia sociale e tenerci cara la Costituzione».
TASSARE REDDITI ALTI - Epifani ha quindi proposto di tassare per due anni i redditi oltre i 150mila euro per recuperare risorse da destinare ai redditi bassi: «La crisi falcidia i salari, il governo potrebbe decidere, come ha fatto il primo ministro inglese, di aumentare per un po’, per due anni, la tassazione sui redditi oltre i 150mila euro e utilizzare quel miliardo e mezzo per i redditi di 5-600 euro senza che ci sia lesa maestà». Commentando le dichiarazioni di Berlusconi sulla crisi: «È la prima volta che il premier esprime preoccupazione per la crisi. Spero che ci sia una coincidenza con il nostro sciopero e spero che sciopero dopo sciopero riusciremo a far cambiare la politica al governo». E sulla Costituzione (che il premier aveva definito di stampo stalinista): «La difenderemo con le unghie e con i denti». Lo stesso Silvio Berlusconi, che in serata ha partecipato ad un comizio elettorale in Sardegna, ha detto però di voler difendere la Carta fondamentale dello Stato. E nella stessa occasione ha riservato una battuta proprio a Epifani: «L’adesione allo sciopero è stata solo del 6%, lo sciopero è fallito, la Cgil si è tolta di mezzo lei da sola dal fronte sindacale, mentre gli altri sindacati hanno dato un contributo per le riforme». Di conseguenza, ha evidenziato il premier rispondendo alla domanda di un giornalista, il segretario della Cgil non può essere considerato un suo avversario. «Berlusconi non sa di cosa parla – ha replicato il segretario generale della Fp Cgil Carlo Podda -. Il dato del 6% è uno dei numeri che dà Brunetta, per cui è diventato famoso anche fuori dall’Italia. Il 6% è relativo solo al personale dei ministeri, cioè ad una parte minoritaria (circa un decimo) dei lavoratori pubblici».
SACCONI - Duro il commento del ministro del Welfare Maurizio Sacconi sullo sciopero: «In questo momento riteniamo che interrompere l’attività produttiva è un errore, ci auguriamo che la situazione di isolamento con gli altri sindacati induca la Cgil a riflettere. Dopo questo costoso rito mi auguro che la Cgil rifletta su questo e sia indotta a ricongiungersi con le altre organizzazioni. La migliore risposta alle critiche dei manifestanti è l’accordo tra governo e Regioni, c’è un percorso che procede sulla base di dialogo con le parti sociali».
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| Un momento della manifestazione di Roma (Ansa) |
ADESIONI - Fiom e Fp, in una inedita alleanza, hanno dunque incrociato le braccia per otto ore contro la politica economica del governo per fronteggiare la recessione in atto. Un no che si allarga anche ad altri temi sull’onda dello scontro politico di queste settimane, dalla riforma sullo sciopero abbozzata dall’esecutivo alla riforma del modello contrattuale chiusa senza la firma della Cgil, dalla politica sull’immigrazione alla difesa della Costituzione. Nello stabilimento Fiat di Mirafiori l’adesione è stata in media del 50%, secondo la Fiom. Secondo l’azienda l’adesione media è del 16% in tutti gli stabilimenti italiani. «Questo sciopero costa molto ai lavoratori – sottolinea il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo – perché questa è una delle due settimane in cui alla Fiat non c’è cassa integrazione. I lavoratori sono stati lasciati soli dal governo e stanno pagando duramente la crisi, noi abbiamo voluto dare voce alle loro paure». Il Dipartimento della Funzione pubblica ha comunicato che le adesioni nel settore del pubblico impiego sono pari all’8,91%. Nello sciopero del 12 dicembre 2008 le adesioni a fine giornata risultavano pari al 9,09%.
MANIFESTAZIONE - In piazza a Roma, sotto l’esplicito logo «unità anticrisi», hanno sfilato insieme tute blu e ministeriali. Da piazza della Repubblica, da piazzale dei Partigiani e dalla stazione Tiburtina sono partiti i tre cortei, poi confluiti in piazza San Giovanni per il comizio finale. In testa lo striscione «la dignità del lavoro è un bene pubblico, basta precarietà, più salario, più diritti e legalità». Ad appoggiare la mobilitazione, che è solo la prima di una lunga serie che culminerà il 4 aprile in un grande raduno della Cgil, anche una nutrita pattuglia di politici, oltre cento, del Pd, dell’Idv, di Rifondazione comunista. Presenti anche nomi della cultura e dello spettacolo. «Siamo oltre 700mila» ha detto il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda. Secondo la Questura i partecipanti alla manifestazione sono stati 50mila.
Berlusconi: “La crisi ci preoccupa”… alla buon ora!
l premier: «Ha dimensioni non ancora del tutto definite». Replica di Veltroni: «Dichiarazione tardiva»
| Il premier Berlusconi (Ansa) |
ROMA - La crescita dell’economia italiana è in forte difficoltà: il Pil è sceso dello 0,9% nel 2008, il peggior dato dal 1993. In più il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ritiene che la crisi finanziaria mondiale non abbia ancora pienamente intaccato l’economia reale.
BERLUSCONI PREOCCUPATO - E per la prima anche volta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lascia da parte il suo tradizionale ottimismo e afferma: «Questa crisi ha dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la guardiamo con preoccupazione». Ha poi aggiunto il capo del governo: «Siamo convinti che questa crisi dipenda molto anche dai nostri comportamenti, ma è una crisi globale di cui realisticamente abbiamo sempre preso atto e lo facciamo ancora. Il governo e le Regioni hanno dato buona prova nell’affrontare la crisi dando risposte concrete e immediate a quanti più direttamente sono e potranno essere colpiti dalla crisi stessa». Il governo ha raggiunto un accordo con le Regioni per 8 miliardi nel biennio 2009-10 per gli ammortizzatori sociali in deroga. «Questa squadra di governo lavora nella più completa concordia», ha concluso Berlusconi. «Non mi sento affatto solo e anzi sento una collaborazione, un’amicizia e un affetto da parte di tutti i componenti della squadra di governo».
PD: «FINALMENTE» - «Sono mesi che ripetiamo che la crisi è un’emergenza nazionale – ha detto il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni replicando al Cavaliere -. Invece il governo fa finta di non vedere, non si rende conto». E il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro: «Per settimane Berlusconi ha invitato gli italiani a non preoccuparsi. Oggi invece afferma di non conoscere le dimensioni della crisi e di temerla». Commentando lo sciopero indetto dalla Cgil Veltroni ha detto: «Sarebbe bello se l’Italia intera si fermasse per dire al governo: svegliati. La manifestazione a Roma nasce da problemi reali che bisogna affrontare. Il mio messaggio è cercare di creare le condizioni per ascoltare la voce dei lavoratori, anche quando si esprime nelle forme più drammatiche. Bisogna poi unire il mondo del lavoro, dal piccolo e medio imprenditore all’operaio, perché la crisi è profonda. Serve una mobilitazione di tutte forte sociali: sarebbe bello se l’Italia intera si fermasse per dire al governo svegliati».
Istat: Pil 2008 in calo dello 0,9%
ROMA – Il Pil del 2008, corretto per i giorni lavorati, ha fatto registrare un calo dello 0,9%. Lo rileva l’Istat che spiega come il Pil italiano si è attestato in valore assoluto nel 2008 a 1.272.852 milioni, in calo rispetto a 1.284.861 milioni del 2007. Si tratta di 12.009 milioni in meno.
L’ultima stima governativa, aggiornata con il Programma di stabilità, indicava un Pil in calo dello 0,6%. Nel quarto trimestre del 2008 il Pil ha segnato un calo dell’1,8% sul terzo trimestre 2008, quando era sceso dello 0,6%, dato rivisto da -0,5%. Sempre nel quarto trimestre, il Pil ha mostrato un calo del 2,6% su base annua, dal tendenziale di -1,1% del terzo trimestre 2008, rivisto da -0,9%.
RISULTATO PEGGIORE DAL 1993 – La media annua segna il risultato peggiore dal 1993, il calo congiunturale del quarto trimestre è invece il risultato peggiore almeno da inizio serie storiche nel 1980. «Il risultato congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura», dice Istat, aggiungendo che l’effetto di trascinamento sul 2009 è pari a -1,8%. Cioè, chiarisce l’Istat, se nel 2009 non ci fossero variazioni nella crescita per tutto l’anno, il 2009 si chiuderebbe con un calo dell’1,8%.
«Nel quarto trimestre il Pil è diminuito in termini congiunturali dell’1,5% nel Regno Unito e dell’1,0% negli Stati Uniti – continua l’Istat – in termini tendenziali il Pil è diminuito dell’1,8% nel Regno Unito e dello 0,2% negli Stati Uniti e -2,1% in Germania».
STIME 2009 – Le stime sul pil diffuse dall’istat sul 2008 aumentano le preoccupazioni degli economisti che ora stimano per il 2009 un calo nell’ordine del 3%. Peserà l’effetto trascinamento indotto dal brusco calo del quarto trimestre del 2008 mentre bisognerà aspettare fino alla seconda metà del 2009 per ritornare su livelli, seppur modesti, di crescita.
EUROSTAT – Nel corso del quarto trimestre del 2008 il Pil dei Paesi della zona dell’euro, così come quello dell’Unione europea, ha fatto registrare un calo dell’1,5% in rapporto al trimestre precedente. Lo rende noto Eurostat, l’ufficio europeo di statistica. Nel terzo trimestre la diminuzione era stata dello 0,2% in entrambe le zone, così come nel secondo trimestre. Ad affossare la crescita nella zona dell’euro, i risultati dei principali Paesi: Germania (-2,1%), Portogallo (-2,0%), Italia (-1,8%), Francia (1,2%), Spagna (-1,0%).
CONTI PUBBLICI – Intanto altri dati arrivano dalla Banca d’Italia relativamente ai conti pubblici che hanno visto registrare a novembre 2008 un debito record pari a 1686,5 miliardi di euro. Gli incassi tributari invece, segnala sempre il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia, si sono attestati a 415,249 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto ai 409,512 miliardi del 2007. Nel solo mese di dicembre le entrate tributarie sono ammontate a 70,666 miliardi, in calo del 5,68% rispetto ai 74,924 miliardi dello stesso mese dell’anno prima.
Il G7: «Crisi severa, pronti a tutto»
ROMA – I Paesi del G7 utilizzeranno tutti gli strumenti per sostenere la crescita e l’occupazione. È quanto affermano i ministri dell’economia e delle finanze dei Sette Grandi nel documento finale del vertice che si è svolto a Roma in cui si ribadisce anche l’impegno ad evitare il protezionismo. I Sette Grandi contrasteranno il «grave» rallentamento economico che persisterà per buona parte del 2009. La stabilizzazione dei mercati e dell’economia è la «priorità più alta» dei Sette Grandi e nel documento finale del vertice si evidenzia anche la necessità di evitare l’«eccessiva volatilità» delle valute.
REGOLE COMUNI – Le sette maggiori economie avanzate ribadiscono la loro determinazione a «ristabilire la piena fiducia» nel sistema finanziario. Questo considerando anche che «il grave deterioramento dell’economia globale ha già implicato significative perdite di posti di lavoro, e ci si attende che persista per la maggior parte del 2009». I Paesi del G7 riaffermano poi la loro determinazione a «evitare misure protezionistiche e a non erigere nuove barriere che non farebbero altro che esacerbare la fase negativa». I ministri finanziari hanno incaricato i loro rispettivi numeri due di redigere entro i prossimi quattro mesi un “legal standard”, vale a dire un rapporto su un insieme di regole universalmente condivise su proprietà, integrità e trasparenza nell’attività economica e finanziaria internazionale. Ma il G7 mette anche in rilievo che misure di risposta «pronte e vigorose» sono state già messe in piedi, e che operando assieme «le azioni dei singoli ne risulteranno rafforzate».
TREMONTI – «Il lavoro impostato dal G7 – ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti – parte dall’assunzione che in questa situazione c’è in giro per il mondo un deficit di fiducia e che tra le principali cause della crisi c’è soprattutto un deficit di regole. Credo – ha chiarito Tremonti – che il punto fondamentale sia l’impegno fortissimo su nuove regole per un nuovo ordine economico coerente con la struttura del capitalismo e del mercato globale». Il protezionismo «credo sia oggettivamente un pericolo» ha sottolineato il ministro dell’Economia «anche per gli effetti di progressiva aggressività che il fenomeno comporta. Non credo – ha osservato – che le formule finora utilizzate siano per ora pericolose». In particolare rispetto alla formula Usa del “Buy American” (confermata dal segretario al Tesoro americano Timothy Geithner) Tremonti ha precisato che «si tratta di uno slogan più che di un disegno politico» poiché c’è comunque «la volontà e l’affermazione degli impegni all’interno della Wto che è garanzia sufficiente per escludere effetti protezionistici».
DRAGHI – Al G7 «ho riferito sul lavoro che il Financial Stability Forum ha fatto e presenterà al G20. Le regole sono riassumibili in tre punti: più capitali, più riserve e standard più rigorosi per i vigilanti» ha detto il governatore della Banca d’Italia e presidente del Fsf, Mario Draghi, durante la conferenza stampa della presidenza italiana del G7. Da Draghi è arrivato anche un monito alle banche sulla trasparenza: «Tutti gli istituti devono tirare fuori tutti gli asset tossici dai loro bilanci». «La cosa più importante – ha sottolineato il numero uno di Bankitalia – è che si faccia luce esattamente sulla qualità dei bilanci bancari». «La velocità di peggioramento» della crisi economia, ha aggiunto Draghi, «sta diminuendo» ma partiamo da una situazione talmente negativa, ha sottolineato, che «è difficile capovolgerla in corso d’anno».
GDI è Una Bufala? Si guadagna davvero?
1. Funziona? Si… Puoi starne certo
2. Si guadagna davvero così tanto davvero? Dipende dal tuo impegno, i primi mesi (1 o 2, come detto dipende quanto bravo sei) non guadagni un tubo, quando inizi ad avere 2, 3 reffereals attivi la storia cambia, perchè entra in gioco la struttura della duplicazione, in poche parole la curva di crescita dei tuoi reffereal aumenterà sempre di più più reffereals avrai!
3 Quanto impegno?
Inizialmente tantissimo, poi vivi di rendita: Essendoti iscritto al mio business avrai però diritto a molte agevolazioni, sto costruendo un sito da distribuire a ogni mio reffereals e che poi tu potrai distribuire a ogni tuo!
E’ importante in questo Business avere contatto diretto con i propri affiliati, poichè è davvero necessario fare gioco di squadra. Se io faccio guadagnare te allora incremento pure il mio guadagno, e per te vale la stessa cosa con i tuoi affiliati. Dobbiamo essere uniti e creare il nostro business tutti insieme.
4 E’ facile farsi degli affiliati?
No è molto difficile all’inizio, ma poi cm già detto grazie al metodo della duplicazione aumenteranno in modo vertiginoso.
5 I metodi più efficenti per porare avanti il business e il tuo guadagno?
- - Avere un sito o un blog che parli del nostro business e di come partecipare
- - Promuovere la nostra campagna creando un gruppo facebook o un pagina facebook e invitare più gente possibile a parteciparvi
- -Inserire il nostro blog o sito in molti siti di aggregazione in modo da aumentare il suo pagerank (quando la gente cerca GDI dobbiamo apparire tra i primi)
- -Mettere un video su youtube che spieghi tutto
- -Creare una newsletter che parli di business online con molti iscritti in modo da avere un grande potenziale di informazione.
- -Se usi emule o limewire o qualche altro software p2p, ti darò un file con una guida a GDI con al posto del mio link (alla pagina di reffereals) il tuo. Tu metterai questa guida nella tua cartella condivisa dal programma p2p e tale guidà verrà letta da altre persone che clikkando su “iscrizione” verranno mandate sulla tua pagina :)
Inoltre per ottenere ottimi risultati è necessario apparire estremamente professionali. Quindi, se si ha la possibilità, è importante:
- - Parlare in modo diretto (telefono, mail, ecc..) con le persone interessate a cui vuoi presentare il business ed essere più gentili e comprensibili che mai
- - Lavorare molto in prima persona, proponendo il proprio business in modo diretto, magari in chat o su forum
- -Non spiaccicare testi già fatti, esagerati, grammaticalmente scorretti se no viene presa come una bufala o una cosa poco seria :)
- -E’ una cosa difficile da fare, io non l’ho fatto ma mi è venuta l’idea: mettere in giro fotocopie per la città o addirittura organizzare (senza spendere tanti soldi) una o due riunioni in città su come guadagnare online attraverso la GDI. Ovviamente per fare una roba del genere devi aver preso molto seriamente questo lavoro ed avere grande spirito d’iniziativa, ma i risultati penso sarebbero eclatanti. :)
Ovviamente non devi fare tutto ciò, ti ho solo dato delle indicazioni comode da seguire :)
Aumentare il Page Rank del proprio Sito/Blog
Cerca di individuare le pagine che hanno un buon Page Rank. E fai attenzione di distinguere tra il PageRank del sito e quello della specifica pagina. Ormai per convenienza si usa ad associare il termine PR del sito alla home page, ma il link verso la tua pagina sarà probabilmente posizionata all’interno di una directory, su una pagina con PR basso.
Scegli pagine con meno link possibili. Controlla se la pagina rispettiva è bene indicizzata da Google (usa il nostro strumento di controllo della presenza nei motori). Google aggiorna con frequenza sempre minore il PR che vedi nella Google ToolBar, ma se oltre questo valore fallisce anche il risultato di controllo della presenza allora il link da quella pagina non vale nulla.
Controlla anche la meta tag robots e il robots.txt, verifica che la pagina non sia per caso esclusa dall’indicizzazione.
Considera che ha un valore superiore un link da una pagina con PR4 e meno link che una PR6 stufato con link esterni.
Punta sull’importanza degli inbound link dalle directory DMOZ e Yahoo!, apparentemente molto importanti nell’algoritmo di Google. Vedi anche il nostro articolo sulla registrazione in queste directory, e sugli inbound link.
L’importanza dei link interni
Avere link dai siti esterniè importante. Ma sempre più difficile e spesso fuori dal controllo. Dall’altra parte, i collegamenti tra le tue pagine controllabili in modo diretto, hanno anche loro una rilevanza.Per questo è fondamentale organizzare bene il sito. Studiando l’algoritmo del Google PageRank possiamo capire che ogni pagina”riversa” un valore all’altra, trasmettendo parte del suo Page Rank.
Analizziamo il caso della tua home page, la quale probabilmente ha il PR migliore, avendo la maggior parte dei link esterni verso di sé. Le altre pagine del tuo sito potranno facilmente beneficiare da questo PR. Ma attenzione, vale la stessa formula: linkando troppe pagine dalla home, il valore trasmesso diminuisce.
Se cerchi di ottimizzare il PR del tuo sito, evita quindi di inserire troppi outbound link (verso altri siti) dalle pagine con un PR alto, perchè un’importanta fetta del PR lo trasmetterai fuori, invece di trasferirlo alle tue pagine interne. Adotta la via tradizionale, di creare una pagina dedicata ai link esterni, e collega gli altri siti da quella. Se sono tanti raggruppali anche in categorie, per argomento. Usa queste considerazioni anche quando altri webmaster ti propongono uno scambio di link. Non lo rifiutare subito, ricorda che un link in ingresso vale comunque di più rispetto la diluzione del PR che questo implica. Basta farlo bene.
Puoi anche strutturare il tuo sito in modo tale di trasferire più PR su una specifica pagina, a discapito di altre. Ad esempio, è tecnica diffusa la ricerca del massimo PR per la home page. Fai quindi un link diretto a questa da tutte le altre pagine. ad esempio linkando il tuo logo alla root del sito. Fai questo link senza includere il documento default. Ricorda che per Google gli indirizzi http://www.tuo-sito.it, http://www.tuo-sito.it/index.html e http://tuo-sito.it sono 3 pagine diverse.
Da non fare
Evita i contenuti dupplicati. Nell’algoritmo del PageRank, al contrario di altri motori che non consoscono ancora il concetto di contenuto dupplicato, Google riesce ad individuare le pagine copiate. Prima questo causava la diminuzione del PR di entrambe le pagine (per evitare di indicizzare contenuti multipli, come le stesse pagine tramite più domini), ma ora viene preservata la PR della pagina indicizzata prima, e penalizzata la PR di quella nuova, la quale potrà essere anche indicizzata (non verrà escluso dall’indice per questo), ma la sua PR avrà sicuramente un valore basso.
Ottimo articolo, Via | http://www.tuttowebmaster.it
Capire la crisi finanziaria

Il ciclone che sta scuotendo l’Occidente sotto i riflettori dei suoi media, raccontata passo dopo passo.
Dopo il terzo “lunedì nero” di fila, sintomo di una nuova settimana di borsa disastrosa, le proporzioni della crisi economica e finanziaria che l’Occidente sta attraversando sono talmente vaste che praticamente nessun organo di informazione globale ha potuto evitare di affrontare l’argomento. La complessità del problema, il suo appartenere al mondo finanziario, e il lungo periodo in cui affonda le radici, ci ha spinto a proporne una rilettura che cerchi di fare il punto della situazione in modo chiaro e semplice, cercando di valutarne le possibili prospettive.
Tutto ha avuto inizio
Le origini dell’odierna crisi provengono dagli Stati Uniti. Più esattamente, all’origine del problema, c’è il mercato immobiliare americano, che già l’anno scorso aveva fatto parlare di sé nel mondo. Come successo con la crisi della New Economy all’inizio del millennio, all’origine del dissesto finanziario c’è lo scoppio di una bolla economica, ovvero il crollo improvviso di un sistema basato prevalentemente sulla speculazione finanziaria.
La speculazione in proposito riguardava proprio il mercato delle case. Il mercato degli immobili statunitense per anni ha segnato ritmi di crescita impressionanti, che permetteva di rivendere una casa comprata 4 o 5 anni prima al doppio o quasi del valore. Un investimento ghiotto, quasi certo, che ha spinto moltissimi americani ad indebitarsi perfino la prima casa tramite mutui, per comprarne una seconda da rivendere al momento giusto. Il ritmo vertiginoso di crescita del mercato immobiliare però era eccessivo, innaturale: i prezzi che si creavano non rispecchiavano mai il valore effettivo delle proprietà, ma erano solo ed esclusivamente la risultante del mercato e di questa continua, diffusa, speculazione.
Prima o poi però questa corsa al rialzo che si autoalimentava ha dovuto naturalmente fermarsi, creando di conseguenza un nuovo circolo, stavolta al ribasso. Alla perdita di convenienza delle case, il cui valore scendeva rapidamente come la domanda sul mercato, sopraggiungeva la famosa crisi dei mutui subprime.
La crisi finanziaria spiegata a un bambino
Dunque, Totó ha un debito di cinquemila lire con Peppino.
Per saldare il conto si rivolge a Pasquale e si fa prestare cinquemila lire.
Si rivolge poi a Peppino e gli dice: “Io quanto ti devo?” “Cinquemila lire.”
“E queste quante sono?” “Cinquemila lire.”
“Quindi io e te stiamo a posto!” “Sí.”
“Ora ridammi le cinquemila lire” Peppino gli ridà le cinquemila lire
e Totó si rivolge ora a Pasquale: “Io quanto ti devo?” “Cinquemila lire.”
“E queste quante sono?” “Cinquemila lire.”
“Quindi io e te stiamo a posto.” “Sí.”
Mentre Totó cerca di svignarsela, Peppino lo richiama e gli dice:
“Totó, e le mie cinquemila lire?” “Scusa ma io te le ho ridate.”
“Sì ma poi te le sei riprese!”
“Quelle? Ah quelle! Ma quelle cinquemila lire le ha Pasquale, chiedile a lui!”
Alla base della crisi finanziaria internazionale c’è lo stesso meccanismo.
Ed a pensarci bene, è questa, anche se con altre parole, il livello al quale
ci si ferma nell’analisi… quello che economisti da porta a porta,
liberisti ed euroscettici vari ed eventuali, tutti fulminati sulla via di
Damasco, ci propinano attraverso dotte e sapienti spiegazioni…
(By Gico66)













