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Sciopero Cgil: «Siamo 700mila»

Metalmeccanici e pubblico impiego in piazza. Il leader: più tasse su redditi alti per alzare quelli bassi

Guglielmo Epifani (Inside)
Guglielmo Epifani (Inside)

ROMA - Lo sciopero della Cgil contro la politica economica del governo è l’occasione per un nuovo scontro tra Epifani e Bonanni. Secondo il leader della Cisl, che critica la mobilitazione di metalmeccanici e statali definendola «antagonista», la Cgil ha subito un ribaltone interno «che mira più a una ristrutturazione della sinistra che a una ristrutturazione del sindacato». Secca la risposta di Epifani: «Ogni giorno dice cose non vere invece di riconoscere la nostra iniziativa per quella che è, cioè una spinta al governo per affrontare la crisi. Gli chiedo di misurarsi su questo invece di buttarla ogni giorno in politica. Lo sciopero è un sacrificio, una perdita di salario, ci vuole un po’ di rispetto per le scelte altrui». Secondo Bonanni è invece la Cgil che «sta costruendo di volta in volta una frattura rispetto agli altri. Ha abbandonato il convoglio unitario per ragioni politiche cinque mesi fa dopo che avevamo firmato, tutti insieme, un accordo storico».

 

«ANDIAMO AVANTI» - Il segretario generale della Cgil esprime comunque soddisfazione dal palco di piazza San Giovanni a Roma. «Continueremo la mobilitazione, lo sciopero è la prova della dignità e del valore e della forza morale del mondo del lavoro italiano». Parlando della vicenda di Alitalia ha giudicato una «vergogna» che i lavoratori in cassa integrazione non ricevano l’indennità perché non sono stati comunicati i relativi elenchi all’Inps. Epifani ha infine ricordato i prossimi appuntamenti: il 5 marzo con i pensionati, poi lo sciopero nazionale della scuola e il 4 aprile la manifestazione nazionale al Circo Massimo per chiedere al governo «diritti, lavoro, giustizia sociale e tenerci cara la Costituzione».

TASSARE REDDITI ALTI - Epifani ha quindi proposto di tassare per due anni i redditi oltre i 150mila euro per recuperare risorse da destinare ai redditi bassi: «La crisi falcidia i salari, il governo potrebbe decidere, come ha fatto il primo ministro inglese, di aumentare per un po’, per due anni, la tassazione sui redditi oltre i 150mila euro e utilizzare quel miliardo e mezzo per i redditi di 5-600 euro senza che ci sia lesa maestà». Commentando le dichiarazioni di Berlusconi sulla crisi: «È la prima volta che il premier esprime preoccupazione per la crisi. Spero che ci sia una coincidenza con il nostro sciopero e spero che sciopero dopo sciopero riusciremo a far cambiare la politica al governo». E sulla Costituzione (che il premier aveva definito di stampo stalinista): «La difenderemo con le unghie e con i denti». Lo stesso Silvio Berlusconi, che in serata ha partecipato ad un comizio elettorale in Sardegna, ha detto però di voler difendere la Carta fondamentale dello Stato. E nella stessa occasione ha riservato una battuta proprio a Epifani: «L’adesione allo sciopero è stata solo del 6%, lo sciopero è fallito, la Cgil si è tolta di mezzo lei da sola dal fronte sindacale, mentre gli altri sindacati hanno dato un contributo per le riforme». Di conseguenza, ha evidenziato il premier rispondendo alla domanda di un giornalista, il segretario della Cgil non può essere considerato un suo avversario. «Berlusconi non sa di cosa parla – ha replicato il segretario generale della Fp Cgil Carlo Podda -. Il dato del 6% è uno dei numeri che dà Brunetta, per cui è diventato famoso anche fuori dall’Italia. Il 6% è relativo solo al personale dei ministeri, cioè ad una parte minoritaria (circa un decimo) dei lavoratori pubblici».

SACCONI - Duro il commento del ministro del Welfare Maurizio Sacconi sullo sciopero: «In questo momento riteniamo che interrompere l’attività produttiva è un errore, ci auguriamo che la situazione di isolamento con gli altri sindacati induca la Cgil a riflettere. Dopo questo costoso rito mi auguro che la Cgil rifletta su questo e sia indotta a ricongiungersi con le altre organizzazioni. La migliore risposta alle critiche dei manifestanti è l’accordo tra governo e Regioni, c’è un percorso che procede sulla base di dialogo con le parti sociali».

Un momento della manifestazione di Roma (Ansa)
Un momento della manifestazione di Roma (Ansa)

ADESIONI - Fiom e Fp, in una inedita alleanza, hanno dunque incrociato le braccia per otto ore contro la politica economica del governo per fronteggiare la recessione in atto. Un no che si allarga anche ad altri temi sull’onda dello scontro politico di queste settimane, dalla riforma sullo sciopero abbozzata dall’esecutivo alla riforma del modello contrattuale chiusa senza la firma della Cgil, dalla politica sull’immigrazione alla difesa della Costituzione. Nello stabilimento Fiat di Mirafiori l’adesione è stata in media del 50%, secondo la Fiom. Secondo l’azienda l’adesione media è del 16% in tutti gli stabilimenti italiani. «Questo sciopero costa molto ai lavoratori – sottolinea il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo – perché questa è una delle due settimane in cui alla Fiat non c’è cassa integrazione. I lavoratori sono stati lasciati soli dal governo e stanno pagando duramente la crisi, noi abbiamo voluto dare voce alle loro paure». Il Dipartimento della Funzione pubblica ha comunicato che le adesioni nel settore del pubblico impiego sono pari all’8,91%. Nello sciopero del 12 dicembre 2008 le adesioni a fine giornata risultavano pari al 9,09%.

MANIFESTAZIONE - In piazza a Roma, sotto l’esplicito logo «unità anticrisi», hanno sfilato insieme tute blu e ministeriali. Da piazza della Repubblica, da piazzale dei Partigiani e dalla stazione Tiburtina sono partiti i tre cortei, poi confluiti in piazza San Giovanni per il comizio finale. In testa lo striscione «la dignità del lavoro è un bene pubblico, basta precarietà, più salario, più diritti e legalità». Ad appoggiare la mobilitazione, che è solo la prima di una lunga serie che culminerà il 4 aprile in un grande raduno della Cgil, anche una nutrita pattuglia di politici, oltre cento, del Pd, dell’Idv, di Rifondazione comunista. Presenti anche nomi della cultura e dello spettacolo. «Siamo oltre 700mila» ha detto il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda. Secondo la Questura i partecipanti alla manifestazione sono stati 50mila.

Febbraio 15, 2009 Pubblicato da Dario Vignali | Capire in modo semplice, Crisi finanziaria, Politica, Via Corriere, italian | , , , , | Ancora nessun commento.

Berlusconi: “La crisi ci preoccupa”… alla buon ora!

l premier: «Ha dimensioni non ancora del tutto definite». Replica di Veltroni: «Dichiarazione tardiva»

Il premier Berlusconi (Ansa)
Il premier Berlusconi (Ansa)

ROMA - La crescita dell’economia italiana è in forte difficoltà: il Pil è sceso dello 0,9% nel 2008, il peggior dato dal 1993. In più il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ritiene che la crisi finanziaria mondiale non abbia ancora pienamente intaccato l’economia reale.

BERLUSCONI PREOCCUPATO - E per la prima anche volta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lascia da parte il suo tradizionale ottimismo e afferma: «Questa crisi ha dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la guardiamo con preoccupazione». Ha poi aggiunto il capo del governo: «Siamo convinti che questa crisi dipenda molto anche dai nostri comportamenti, ma è una crisi globale di cui realisticamente abbiamo sempre preso atto e lo facciamo ancora. Il governo e le Regioni hanno dato buona prova nell’affrontare la crisi dando risposte concrete e immediate a quanti più direttamente sono e potranno essere colpiti dalla crisi stessa». Il governo ha raggiunto un accordo con le Regioni per 8 miliardi nel biennio 2009-10 per gli ammortizzatori sociali in deroga. «Questa squadra di governo lavora nella più completa concordia», ha concluso Berlusconi. «Non mi sento affatto solo e anzi sento una collaborazione, un’amicizia e un affetto da parte di tutti i componenti della squadra di governo».

PD: «FINALMENTE» - «Sono mesi che ripetiamo che la crisi è un’emergenza nazionale – ha detto il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni replicando al Cavaliere -. Invece il governo fa finta di non vedere, non si rende conto». E il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro: «Per settimane Berlusconi ha invitato gli italiani a non preoccuparsi. Oggi invece afferma di non conoscere le dimensioni della crisi e di temerla». Commentando lo sciopero indetto dalla Cgil Veltroni ha detto: «Sarebbe bello se l’Italia intera si fermasse per dire al governo: svegliati. La manifestazione a Roma nasce da problemi reali che bisogna affrontare. Il mio messaggio è cercare di creare le condizioni per ascoltare la voce dei lavoratori, anche quando si esprime nelle forme più drammatiche. Bisogna poi unire il mondo del lavoro, dal piccolo e medio imprenditore all’operaio, perché la crisi è profonda. Serve una mobilitazione di tutte forte sociali: sarebbe bello se l’Italia intera si fermasse per dire al governo svegliati».

Febbraio 15, 2009 Pubblicato da Dario Vignali | Capire in modo semplice, Crisi finanziaria, Economia, Politica, italian | , , , | Ancora nessun commento.

Berlusconi: «Non ho mai attaccato la Costituzione»

Berlusconi: «Nè io nè il governo abbiamo mai attaccato il capo dello Stato e la Costituzione»

Silvio Berlusconi (Emmevi)
Silvio Berlusconi (Emmevi)

ROMA - «Nè io nè il governo abbiamo mai attaccato il capo dello Stato e la Costituzione. Niente di più falso. Con Napolitano ho sempre avuto una cordialità di rapporti, che sono sicuro rimarrà tale. Il presidente del Consiglio non ha alcun interesse a non aver rapporti cordiali con il presidente della Repubblica» ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla trasmissione «Panorama del giorno» rispondendo alle critiche mossegli dopo le dichiarazioni di sabato scorso a Cagliari.

DIFESA - Berlusconi nega quindi di aver attaccato la Costituzione. «Io l’ho evocata e l’ho difesa – dice il premier – perchè la Costituzione prevede che il Governo abbia piena responsabilità di giudizio sulla necessità e sull’urgenza di un provvedimento. La Costituzione non è poi un moloch intoccabile. È la stessa Costituzione che prevede con l’articolo 138 la possibilità di modifiche. In Parlamento ci sono molti progetti della sinistra che chiedono di modificare la Costituzione. La sinistra mistifica e mi attacca per nascondere le proprie divisioni interne».

ELUANA - Poi il premier ritorna sul caso Eluana: «Il Parlamento varerà in breve una legge che, oltre a vietare qualsiasi forma di eutanasia, introdurrà norme di civiltà come il testamento biologico e il divieto di non somministrare alimentazione e idratazione per chi non sa provvedere a se stesso».

OBAMA - «Obama ha intenzione di rafforzare la presenza in Afghanistan con 30mila soldati in più e ha chiesto agli alleati di dare una mano. Noi non ci tireremo indietro. Nei prossimi mesi ci sono le elezioni e tutti devono concorrere affinchè le votazioni siano sicure e democratiche. Ho parlato per 30 minuti con Obama – dice ancora Berlusconi- e ho avuto un’ottima impressione. Obama è una persona informata, che ragiona e conosce molto bene i temi della politica internazionale; e lascia sperare che le speranze riposte in lui abbiamo seguito».

SORU - Poi il premier rinfocola la polemica con il governatore uscente della Sardegna Renato Soru in vista delle elezioni regionali del 15 febbraio: «La Sardegna non è separata dall’Italia. Soru ha una visione chiusa che ha impoverito l’isola: i disoccupati sono ora 190mila e ci sono oltre 300mila persone al di sotto della soglia di povertà. Nella sua azienda si sono registrati nove anni consecutivi di bilanci in rosso e ora Soru ha licenziato 250 dipendenti su 800».

Febbraio 12, 2009 Pubblicato da Dario Vignali | Capire in modo semplice, Crisi finanziaria, Economia, Politica, italian | , , , , , | Ancora nessun commento.